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mercoledì 3 giugno 2009 Anche le scimmie mentono La strategia degli individui più giovani per impadronirsi del cibo
Anche le scimmie, a quanto pare, mentono. E lo fanno per la stessa ragione degli esseri umani: trarne un vantaggio personale. L’ultimo studio sul comportamento dei primati arriva dalla foresta dell’Iguazá National Park, in Argentina, dove il primatologo Brandon Wheeler della Stony Brook University di New York ha seguito un gruppo di scimmie. Wheeler si è accorto che non sempre il suono di due sillabe usato come segnale per avvisare dell’arrivo di un predatore veniva emesso in una situazione di reale pericolo. Perché allora veniva usato? Lo studioso ha scoperto che a lanciare l’allarme erano quasi sempre i membri più in basso nella gerarchia del gruppo e che lo facevano per allontanare gli individui più anziani, quindi più in alto nella scala sociale, dal cibo. La sua intuizione è stata confermata anche da una serie di esperimenti, condotti lasciando del cibo in punto precisi. E i risultati sono stati ora pubblicati dalla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society Insomma, le giovanni scimmie gridano “al lupo!” per fare in modo che quelle più anziane, che avrebbero diritto a servirsi per prime, gli lascino campo libero se c’è del cibo. Ora, gli studiosi non sono ancora sicuri che questo comportamento sia davvero una bugia come la intendiamo noi, che vogliano ingannare gli altri sapendo di farlo: nella competizione per il cibo, questi individui giovani potrebbero semplicemente avere imparato che con quello suono riescono ad impadronirsi di ciò che altrimenti non avrebbero. In termini tecnici, i ricercatori distinguono tra “inganno funzionale”e ”inganno intenzionale”.

   
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