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Home Page > Natura > Ambiente > Il ferro nell'Oceano per salvare il clima
martedì 13 gennaio 2009 Il ferro nell'Oceano per salvare il clima L'esperimento di fertilizzazione del mare realizzato da un team internazionale
Si può aiutare il clima scaricando in mare tonnellate di solfato di ferro? È quello che sta tentando di verificare l’esperimento Lohafex, guidato dal National Institute of Oceanography indiano e dall'Alfred-Wegener Institute tedesco e condotto da 50 scienziati arrivati da Germania, India, Spagna, Cile, Francia, Gran Bretagna e anche dall'Italia.
Il gruppo di ricerca è salpato il 7 gennaio da Cape Town, in Sud Africa, sulla nave Polarstern diretto al Mare di Scozia, una porzione dell'Oceano Atlantico meridionale compreso tra l'Argentina e la Penisola Antartica. Lì verranno scaricate in mare 20 tonnellate di solfato di ferro, con cui gli scienziati tentano di stimolare la crescita delle alghe e aumentare così il loro assorbimento di anidride carbonica. Siccome la zona è povera di sostanze nutritive, l'effetto della fertilizzazione dovrebbe essere più marcato e più facilmente osservabile.
 Da 15 anni i ricercatori di tutto il mondo stanno sperimentando questa soluzione e i risultati ottenuti paiono positivi. L'idea è che, se funziona, si potrà riprodurre poi questo sistema su grande scala: le stime effettuate dopo un esperimento simile del 2004 indicano che l'Oceano meridionale potrebbe assorbire fino a un miliardo di tonnellate di carbonio all'anno. Se una simile di CO2 finisse in fondo all’Oceano anziché nell’atmosfera, sarebbe un grosso passo avanti per tenere sotto controllo il riscaldamento globale.
Ma c'è anche chi critica questa strada. Innanzitutto, c'è una moratoria decisa dalle Nazioni Unite che vieta le attività di fertilizzazione e che permette solo piccoli esperimenti pilota. Secondo l'Africa Centre for Biosafety l'esperimento Lohafex viola questa moratoria, mentre secondo i ricercatori ovviamente no. Più in generale, chi è contrario alla fertilizzazione degli Oceani avverte che ancora non si sanno gli effetti complessivi sugli ecosistemi marini.

   
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