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sabato 15 novembre 2008
Prima foto di un pianeta extrasolare. Merito di Hubble
C’è chi vorrebbe mandarlo in pensione e chi trema all’idea di un suo prossimo guasto. Nel frattempo Hubble è ancora in grado di stupirci, con la prima sorprendente foto di un pianeta extra solare e di un “10” cosmico…

10/10 alla vista dell’Hubble Space Telescope…

 

A settembre il telescopio spaziale Hubble, dopo 18 anni di eccezionale servizio reso alla scienza, si è per la prima volta spento, a causa di un guasto ad un sistema elettronico di trasferimento dati. SpacetelescopeGli ingegneri del Goddard Space Center della Nasa sono riusciti a riaccenderlo da Terra, usando un sistema di riserva. Per dimostrare che il telescopio ha ancora una vista da 10/10, gli hanno fatto scattare questa immagine di un “10” cosmico (a sinistra) posto a 400 milioni di anni luce da noi. Il numero è formato da tre galassie: una a spirale vista di taglio ed una coppia che, entrando in collisione, si è così deformata da formare un cerchio. Ma i guai per Hubble non sono finiti, le sue batterie stanno funzionando sempre peggio e tre dei sei giroscopi sono fuori uso. La missione di riparazione con astronauti portati dallo Shuttle, che doveva sostituire questi ed altri pezzi, e che era prevista a fine ottobre, è stata rimandata alla primavera prossima, a causa del nuovo guasto e della difficoltà di preparare un pezzo di ricambio. Se però in questi mesi le batterie o un altro giroscopio dovessero cedere, Hubble diventerebbe ingovernabile, nessuno potrebbe più avvicinarsi per ripararlo e non si potrebbe far altro che eliminarlo, facendolo precipitare nell’atmosfera.  

 

 

… è sua la prima foto di un pianeta extrasolare

 

A confermare la vista eccezionale del telescopio spaziale Hubble c’è anche un altro sorprendente risultato: la prima “fotografia” di un pianeta di un altro sistema solare. Il suo nome è “Fomalhaut b” e gravita attorno alla stella Fomalhaut, nella costellazione del “pesce australe”, di 200 milioni di anni.


Sono anni, in realtà, che gli scienziati sanno della presenza attorno alla stella di numerosi corpi celesti, ma credevano fossero soltanto polveri spaziali. Non era invece dello stesso parere Paul Kalas, dell’Università della California a Berkeley, e autore oggi della straordinaria scoperta. Per Credit: Nasaquanto negli anni ‘80 fosse ancora un giovane ricercatore, Kalas aveva intuito che qualcosa di solido si muoveva nel pulviscolo. E’ così che nel 2001, assieme ad altri 6 scienziati, Kalas ottiene la possibilità di provare le sue teorie puntando il potente occhio spaziale di Hubble in direzione della stella Fomalhaut. Il primo vero risultato giunge tuttavia solo nel 2006, quando confrontando un fotogramma del 2004 con uno di quell’anno, il team di scienziati si rende conto che il puntino giallo appena percepibile nelle foto non è polvere solare ma un corpo consistente. Era la prima immagine di un pianeta extrasolare.

 

Dal 2006 al 14 novembre 2008, giorno del grande avvistamento: Kalas annuncia di aver fotografato grazie al supporto di Hubble, il profilo del pianeta “Fomalhaut b” nel disco di polveri e corpi ghiacciati che circondano la sua stella, attorno a cui gira in ben 872 anni terrestri. Secondo le descrizioni, il primo pianeta extrasolare di cui è documentata l’esistenza sarebbe gassoso e caldo, come il nostro Giove, ma dotato di anelli, come Saturno. A permettere l’avvistamento è stata una circostanza fortunata: la distanza del pianeta dalla superficie della stella, ben 17,6 miliardi di km. Se fosse stato più vicino, la luce di Fomalhaut, ben 16 volte più potente del nostro Sole, avrebbe abbagliato l’obiettivo e impeditolo sguardo.

 

La scoperta è emozionante, ma secondo Kalas e il suo team, altri pianeti si “nascondono” tra quello appena visto e la sua stella. Per individuarli però, afferma Mark Clampin del centro Goddard della Nasa, bisognerà attendere almeno il 2013, quando nello spazio salirà l’erede al trono di Hubble, il James Webb Space Telescope, che col suo sguardo a infrarossi potrà forse ampliare gli orizzonti della scienza e della curiosità.



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