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lunedì 3 novembre 2008
Problemi dallo spazio
Mentre il Sole ha ripreso la sua attività dopo averci fatto trattenere il respiro, gli scienziati sulla Terra discutono di come ripulire la Luna dalla sua polvere nociva e fastidiosa

Il Sole sonnecchia…

 

Il 2008 doveva essere l’anno in cui il Sole avrebbe dovuto ricominciare “ad agitarsi”, producendo più macchie, brillamenti ed esplosioni di gas incandescenti in direzione della Terra. E così è stato, effettivamente: all'ultimo minuto (la notizia è di ottobre), gli scienziati hanno registrato una ripresa delle attività della nostra stella, facendo tirare al mondo un sospiro di sollievo. Il sonno solare, che era stato confermato dalla Sonda Ulisse della Nasa che ormai da oltre 10 anni gira intorno al Sole, passando sopra i suoi poli, aveva cominciato a preoccupare seriamente gli astronomi. Nonostante la ripresa delle attività, rimangono i dati raccolti da Ulisse: nel 2007 l’intensità del vento solare, cioè il flusso di particelle cariche sparate tutto intorno, è diminuito del 36% lungo la sua orbita, cioè circa il 20% in meno di quanto registrato durante il minimo precedente del 1996.

 

Macchie solari (Credit: Esa/Nasa)Un sole poco attivo vuol dire temperature più fredde sulla Terra, mentre uno scarso vento solare, implica la riduzione del suo effetto di scudo contro il bombardamento di potenti raggi cosmici galattici sul nostro pianeta, pericolosi per la vita terrestre. 
 

 … e la Luna è polverosa

 

Entro il 2020, crisi economiche ed ambientali permettendo, gli USA hanno promesso di ritornare sulla Luna, questa volta costruendo sul nostro satellite una base permanente. Naturalmente, questa missione, oltre ad essere spaventosamente costosa, dovrà superare infiniti problemi tecnici, come il procurare acqua agli astronauti sul nostro secchissimo satellite, o il difenderli dalle radiazioni cosmiche non schermate da un’atmosfera. C’è però un altro problema, apparentemente minore, che preoccupa i tecnici NASA, tanto da avergli dedicato una sessione durante il convegno annuale dei geologi americani, tenutosi ai primi di ottobre: quello della polvere lunare.

 

Il più grande passo dell'umanità ha lasciato un'impronta, su una polvere minacciosa... (Credit: Nasa)Durante la sessione “Living on a Dusty Moon”, diretta  dal professore di geologia planetaria Larry Taylor, dell’Università del Tennessee, è stato ricordato come la polvere lunare che ricopre l’intero satellite, sia un materiale molto particolare, creato dalla caduta di micrometeoriti sulle rocce lunari, le cui particelle silicee sono poi state fuse dal calore solare e dall’impatto con le radiazioni cosmiche. Il risultato è una polvere fine come talco ma abrasiva come carta vetrata, che riesce ad infilarsi dappertutto, come sperimentarono gli astronauti negli anni ’70, che dovettero lottare contro la polvere che si infilava nella cabina, erodeva gli strati di resistentissimo kevlar degli stivali e bloccava le giunture delle tute. Oltretutto la polvere lunare è anche carica elettricamente, a causa del bombardamento del vento solare, il che la fa aderire per attrazione statica alle superficie, da cui è difficilissimo rimuoverla.

 

Taylor ha proposto che le prossime missioni usino due sistemi per metterla sotto controllo: filtri magnetici che la attraggano, eliminandola dall’aria delle cabine, e “cannoni a microonde” in grado di fonderla in una sorta di lastra di vetro. Taylor ha scoperto che l’energia per ottener questo risultato sarebbe relativamente limitata, si potrebbe quindi immaginare gli astronauti che fondono la polvere per realizzare le strade della base lunare, le coperture antiradiazione dei moduli abitativi o le piazzole di atterraggio delle navicelle.  Sarà comunque bene che si studino attentamente sistemi di eliminazione della polvere dall’aria respirata dagli astronauti. Bonnie Cooper del Johnson Space Center della NASA, ha infatti rivelato che la polvere lunare non è solo abrasiva, ma, a causa del suo contenuto in ferro, potrebbe anche essere tossica per gli astronauti.


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