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mercoledì 1 ottobre 2008
Neanderthal: perché si è estinto?
Perché i Sapiens, e non i Neanderthal, hanno vinto la sfida evoluzionistica? Ecco l’innovativa proposta di un professore svizzero a questa perenne domanda

Per spiegare la scomparsa dei nostri cugini Neanderthal, avvenuta in Europa circa 28.000 anni fa, dopo 10.000 anni di convivenza con Homo sapiens,  si sono invocate le ipotesi più diverse: dalla loro inferiorità intellettuale alle malattie, dall’incapacità di adattarsi al clima che cambiava alla ferocia dei Sapiens.

 

Armi inferiori? …

 

Un esempio di flake neanderthaliano (Credit: paleodirect)Una delle prove che avrebbero dovuto dimostrare la superiorità dei Sapiens si basa sulla maggior efficacia delle armi di pietra fabbricate: “flakes”, o fiocchi (a destra), quelle dei Neanderthal; “blades”, lame, quelle dei Sapiens. Per decenni si è pensato che le blades fossero superiori, più taglienti e versatili. Tuttavia, un test di tre anni realizzato da un team di archeologi sperimentali delle Università di  Exeter, Southern e Texas, ha dimostrato che, a parità di utilizzo, non ci sono grandi differenze fra flakes e blades, se non la maggior resistenza delle seconde. Del resto era già universalmente nota l’abilità di caccia dei Neanderthal,  sviluppata anche grazie alla possibilità di comunicare a voce tra loro: teoria confermata dall’esame delle ossa della loro gola, in grado di emettere suoni articolati.

 

Intelligenza inferiore? …

 

Un’altra ipotesi per spiegare l’estinzione dei Neanderthal si basa su una loro presunta inferiore intelligenza. I loro cervelli, molto grandi, erano poco stimolati nella fase dell’apprendimento, molto più veloce e sbrigativa che nel Sapiens. Ipotesi tuttavia smontata dalle ricerche del professor Christoph Zollikofer, dell’Università di Zurigo, che ha dimostrato come il ritmo di crescita delle due specie fosse tutto sommato simile così come la struttura sociale di entrambi fosse coesa e sviluppata.

 

L’ipotesi del professore

 

Insomma, sembra che le due specie, separatesi in Africa oltre 300.000 anni fa, abbiano avuto un percorso evolutivo quasi parallelo, con risultati quasi identici per quanto riguarda intelligenza, capacità di comunicazione e socialità.

Mentre i veri “inferiori”, almeno secondo Zollikofer, saremmo proprio noi, dotati di un cervello più piccolo sia dei Neanderthal, che dei Sapiens nostri antenati. Questo farebbe pensare che negli ultimi millenni di evoluzione della specie ci sia stata una spinta verso una riduzione del cervello:  stratagemma per dedicare meno risorse alla sua costosissima crescita e al mantenimento (il cervello assorbe da solo il 20% dell’energia del cibo, in un essere umano), a favore di una più veloce maturazione sessuale e riproduzione. La strategia vincente del Sapiens, insomma, non sarebbe stata quella di vincere i Neanderthal sul piano dell’intelligenza, ma procreando più velocemente.  

 Scheletri a confronto: Neanderthal, a destra, e sapiens a sinistra (Credit: enciclopedia britannica)

 Confronto Neanderthal- Sapiens

 
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 Data: mercoledì 1 settembre 2010 
 .
“La natura della linea di discendenza che conduce all’essere umano rimane una questione puramente teorica”
Non c’è alcuna certezza che essi possedessero una sola delle qualità speciali che vengono comunemente attribuite agli esseri umani di oggi.
Per capirci: come si fa a comprendere tra 1000 studi e 1000 montature? Infatti si scoprì che la risurrezione dell’Uomo di Piltdown era tutta una montatura!
Dal momento che gli evoluzionisti teorizzano che ci siamo evoluti dagli Australopiteci, “suppongono logicamente” che queste scimmie antropomorfe si siano evolute fino a diventare l’essere umano moderno, e lo stadio intermedio di quest’evoluzione dovrebbe presentare i caratteri di un essere bruto e sub-umano, molto peloso, con grosse sopracciglia, l’andatura curva e un aspetto da idiota, esattamente quello che ci si aspetta da un “anello mancante”!
Quindi, quando gli scienziati scoprirono degli scheletri umani antichissimi nella Valle di Neander in Germania, li chiamarono immediatamente “uomini di Neanderthal”, e “ricostruirono” il loro corpo secondo la loro idea dell’aspetto che avrebbe dovuto avere una specie umana inferiore.
Le specie umanoidi erano quindi molte e coesistevano?
Non vi è prova di transizioni, e comunque sarebbero state sterili (mulo).
BRANCOLIAMO ANCORA NEL BUIO.
Poi se volete approfondite questa notizia:
SFERE DI OTTOSDAL
Negli anni passati i minatori del Sudafrica hanno ritrovato centinaia di sfere metalliche con 3 incisioni parallele, lungo l'equatore delle sfere. Esse furono trovate nella pirofilite di una miniera vicino alla cittadina di Ottosdal, nel Transvaal occidentale. Le sfere sono di due tipi, al primo appartengono quelle fatte di metallo solido di colore bluastro e cosparso di pagliuzze bianche, al secondo quelle sfere vuote e riempite con un materiale spugnoso di color bianco. Il loro ritrovamento è avvenuto in un deposito di pirofillite, appartenente all'era secondaria e formatosi per sedimentazione circa 2 miliardi e ottocento milioni di anni fa.

BUON DIVERTIMENTO
 Data: sabato 20 marzo 2010 


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