Vai alla Home page
giovedì 21 agosto 2014 Fai diventare questo sito la tua Home Page Aggiungi questo sito tra i tuoi preferiti Contattaci Ricerca nel sito RssFeed Facebook Twitter
In questo canale
Ultime notizie
Società

Home Page > Società > Scuola, Ricerca e Università > Noi, giovani italiani alla conquista dei Nobel - il blog

mercoledì 27 giugno 2012
Noi, giovani italiani alla conquista dei Nobel - il blog
Il racconto di una settimana a tu per tu con i migliori scienziati del mondo


I ragazzi italiani a Lindau



3 luglio 2012
Pronti, partenza, via.
Finalmente il meeting entra nel vivo con i talk dei premi Nobel.
Sveglia alle 7.45, finalmente incontro i miei padroni di casa (!?!), mi fermo un po' a chiacchierare in cucina, il tempo di stirarmi (!?!)
la maglietta e sono gia' in ritardo...
Quest'oggi sessione mattutina dedicata alla cosmologia ed ai cambiamenti climatici.
Il primo talk e' di Brian Schmidt, che ha dimostrato l'espansione accelerata dell'universo. La prende alla larga e parte dalle basi della cosmologia, essendo tra l'altro unico ad utilizzare sistematicamente equazioni nelle sue slides. L'argomento e' molto interessante ma purtroppo si tiene troppo largo con i tempi e non riesce a mostrare l'intero talk.
A seguire gran trionfo di video ed immagini dello spazio da parte di Mather e Smoot, ma detto francamente mi sarei aspettato qualcosa di piu' da chi si è occupato della radiazione cosmica di fondo...
Dopo il break si parte con Crutzen e Molina, gli scopritori del buco dell'ozono. Fa una certa impressione leggere nelle loro biografie parole del tipo "potrebbero aver salvato la terra da un potenziale disastro globale".
Ecco, l'apocalisse, i Maya, 2012, tutto torna...
In effetti il tenore dei 2 talk e' vagamente catastrofista e punta sulle azioni da intraprendere per salvare il pianeta prima che sia troppo tardi.
A loro risponde quasi con livore Ivar Giavert (ma come, scontro tra premi Nobel a colpi di talk?!? chi vincera'?)
vincitore del premio per studi sul tunneling quantistico nei superconduttori ma evidentemente appassionato alla causa dei cambiamenti climatici, solo dalla sponda negazionista...
Lo shock causato dall'aperto scontro tra 2 autorevoli scienziati e' indescrivibile, e' come una breccia insanabile che porta parecchio scompiglio nelle menti degli "young researchers". Non puo' che rafforzare l'idea che sia un problema complesso e dal grande impatto a livello sociale, politico ed economico...
Dopo aver appreso inolltre da H. Michel che forse sarebbe meglio non usare i bio-combustibili per questioni di resa energetica, durante il pranzo riemergono inesorabili le domande legate ai cambiamenti climatici.
Si, no, forse, 1, X, 2, e' difficile prendere posizione e capire come giudicare il problema.
A tal proposito mi fiondo nella discussione pomeridiana con Molina per capirne di piu'.
Risponde ad una miriade di domande con pazienza. Ad un certo punto gliene chiedo una anche io: "visto che stiamo parlando di scienza, quali sono le basi sulle quali poggia lo studio dei cambiamenti climatici? come si fa a tenere conto della mancanza di conoscienza delle condizioni iniziali? qual e' l'errore sistematico associato ai modelli di previsione?"
Lui risponde un po' parzialmente alla domanda, un po' glissa, poi e' il turno di un altro ragazzo...
Mi riprometto di chiedergli ulteriori dettagli in seguito.
Usciamo dalla sessione forse ancora piu' dubbiosi di prima, e' vero che le argomentazioni sembrano molto valide ma... sembra quasi una guerra di religione!
La cena offerta (ancora!) dalla Repubblica di Singapore con tanto di show ai limiti dell'imbarazzo ma a tratti interessante, come il talk sulla comunicazione basata sulla crittografia quantistica che renderebbe estremamente sicura ogni comunicazione (ovviamente il messsaggio e': venite a Singapore!!!
Giuro che se tra 2 anni non trovo qualcosa tra Europa e Stati Uniti un pensierino ce lo faccio... ci stanno martellando co 'sto Singapore,
e' venuto il presidente della Repubblica, ci hanno riempito di gadgets, corredati da un'application gia' compilata per cercare lavoro li' (!!!)
Durante le danze post abbuffata (il cibo era molto buono, ovviamente tipico di Singapore!) incontro di nuovo Molina, chiedo se posso sedermi un attimo vicino a lui, riespongo la mia domanda: la cosa straordinaria e' che mi sta pure a sentire!!!
Alla fine mi dice che sarebbe bello che diverse branche della fisica contribuissero alla formalizzazione dei risultati dei cambiamenti climatici in modo da rendere meno equivocabili le cose...
Ok dopo questa conclusione e' sicuro che mi mettero' presto a scrivere un articolo sul trattamento degli errori sistematici nei cambiamenti climatici.
Ho solo bisogno di trovare qualcuno che sia capace di scriverlo davvero e suggerirgli l'idea...
E domani si parla di LHC... domani si fa sul serio! (per lo meno per quanto mi riguarda)




1 luglio 2012

LucaIl viaggio per Lindau è un viaggio dentro al viaggio.
Mi tocca attraversare tutta la Svizzera, da Ginevra a Basilea con tappa a casa di amici, fino a St. Gallen, poi un pezzetto di Austria, infine Germania, finalmente Lindau.
Piu' mi avvicino e piu' le domande e la curiosita' continuano.
Che ci faccio qui, perche' proprio io, cosa mi aspetta, chissa' se anche ai Premi Nobel puzzano le ascelle...

Sarò ospitato da una famiglia, è un'altra opportunità che mi è stata offerta e alla quale non ho voluto rinunciare.
Dopotutto sono qui per entrare in contatto con persone, sarebbe un peccato non poter conoscere qualcuno del posto.

L'impatto con Lindau mi lascia un po' tra lo spiazzato e l'affascinato.
Appena arrivati sul ponte che porta all'isola, luogo degli incontri, cominciano a campeggiare gigantografie dei Nobel, aumenta il numero di ragazzi e ragazze dall'aria "sospetta" mimetizzati tra i turisti,
l'atmosfera diventa piu' ovattata, il cuore comincia ad aumentare il battito.

Ci siamo, c'è folla davanti all'ingresso della sala, qualche volto noto passa quasi indisturbato, velocemente si espletano le formalità di registrazione, lo show ha inizio.
Di vero e proprio show si tratta, presentato dalla contessa Bettina nipote del fondatore del Lindau Nobel Meeting, con tanto di ingresso trionfale dei 27 Premi Nobel presenti,luci e suoni, video, applausi.
Il discorso introduttivo della contessa e' toccante, tra le formule di rito si scorge un certo trasporto genuino: ci crede davvero.
C'e' anche un momento dedicato alla memoria dei Nobel scomparsi nell'ultimo anno. Purtroppo tra questi figura anche Renato Dulbecco.

Altrettanto toccante e' il ricordo di Alfred Nobel, seppur indiretto, del direttore della Fondazione Nobel. Quasi non credo alle mie orecchie quando fa autocritica dicendo che nonostante tutto l'impegno e la dovuta imparzialità qualche volta qualche errore (presunte scoperte scientifiche che sono state poi confutate) o scelta discutibile (tipo Premi Nobel per la Pace) c'e' stata.

E' poi il momento della ministra dell'Educazione e della Ricerca tedesca, che ricorda l'impegno della sua nazione nel promuovere
sistematicamente lo sviluppo ed impiego su larga scala di fonti di energia alternativa e dell'incremento del 50% dei fondi destinati alla Ricerca nonostante la crisi economica.
Sono parole che suonano come macigni, vorrei tanto che stesse parlando anche dell'Italia.
A seguire ci sono un paio di interventi dedicati agli sponsor principali dell'evento.
Come quello del Presidende della Repubblica di Singapore, che ha uno spirito molto in linea con i contenuti del meeting ma che in un video vagamente discutibile viene presentato dagli intervistati come una specie di dio in terra (al limite da sembrare un video di regime, nonostante sia una Repubblica).
C'e' poi il discorso di un alto manager della Volkswagen.

Gli ultimi 2 interventi hanno uno scopo dichiaratamente pubblicitario, che sembra cozzare pesantemente con quello che uno si aspetterebbe da un meeting a sfondo scientifico.
Forse pero' a' anche vero che per fare ricerca c'e' bisogno di soldi e se qualcuno e' disposto a metterceli è gusto che ne guadagni in ritorno d'immagine.
Questa riflessione mi porta alla mente un aforisma di Schopenhauer, ovvero che di ogni cosa (anche riferito ad eventi, come in questo caso) e' sempre possibile trovare 3 chiavi di lettura:
1) quello che uno è
2) quello che uno ha
3) quello che uno rappresenta

La cerimonia odierna ha portato alla luce gli ultimi 2 aspetti del Lindau Nobel Meeting, che potrei riassumere come:
2) ha un forte appeal dato dallo sfruttamento dell'immagine dei Premi Pobel, e ha alle spalle grossi investimenti
3) rappresenta per gli investitori e per la società (volendo allargare la scala) un importante punto di incontro tra impegno economico e concretizzazione dei risultati, ancora una volta tramite lo sfruttamento dell'immagine dei Premi Nobel, che sembrano stare volentieri al "gioco".
  
Si badi bene che quello che il meeting di Lindau è, ovvero il primo punto, non c'entra se non marginalmente con gli altri 2 punti,
che se non altro lo rendono possibile.
Quello che il meeting di Lindau è lo scopriro' a partire da domani.

A margine della cerimonia inaugurale c'è stato poi un concerto di musica classica, poichè come è stato più volte sottolineato l'arte e la scienza sono dopotutto due facce della stessa medaglia.
Alla fine del concerto è successo qualcosa di abbastanza inaspettato,ovvero qualche scambio di battute tra me, un altro partecipante italiano ed il ministro italiano dell'Istruzione e della Ricerca Francesco Profumo, che si trovava sull'isola per partecipare ad un incontro europeo e che ne aveva approfittato per fare un salto.
Data la sorpresa e la scarsa conoscenza della sua storia personale devo ammettere di non essere riuscito ad andare oltre i convenevoli ed una semplice foto ricordo.
Avendoci però dato il suo biglietto da visita ed avendoci invitato a contattarlo, credo che non mi lascerò sfuggire l'occasione per portare alla sua attenzione qualche personale riflessione sulla ricerca.
Vuoi mai che, seppure goccia nel mare, il potente eco dei Premi Nobel possa comunque contribuire alla causa italiana?



25 giugno
LucaI giorni passano in fretta e non vedo l'ora di partire per Lindau, alla volta del Nobel Meeting.
Come molti dei miei futuri compagni di viaggio, credo, non so esattamente cosa mi attenda ma già mi figuro chiaro nella mente quello che sarà lo spirito dell'evento, dati gli "ingredienti":
500 e passa giovani e motivati ricercatori da tutto il mondo, conditi con piu' di 25 Premi Nobel insieme per condividere un fitto programma di eventi tra seminari, discussioni, eventi sociali.
Tutto ciò non può che risultare in qualcosa di straordinario che vale davvero la pena di vivere in prima persona.
Tutti insieme per "Imparare, Essere Inspirati e Messi in Contatto" come recita lo slogan dell'evento.
Ascoltando le esperienze dei luminari e dei nostri coetanei,
confrontandoci su idee, motivazioni, timori, su cio' che ci spinge a fare cio' che facciamo, a perseverare nonostante le difficoltà, interrogandoci sul futuro della scienza, su quello dei nostri progetti ed aspirazioni.
Senza barriere, senza pregiudizi, usando il linguaggio comune del metodo scientifico.
E soprattutto, senza scopi precisi, se non quello di provare a "lasciare il mondo un po' migliore di come lo abbiamo trovato"(*).
(*) R. Baden Powell

Luca



Antonio Caciolli, Elena Donegani, Stefania Federici, Claudio Grillo, Matteo Lucchini, Massimo Nocente, Luca Perrozzi, Nicoletta Protti, Sabrina Stella: sono questi i giovani talenti italiani scelti dalla Fondazione Cariplo per partecipare alla 62esima edizione dei Nobel Laureate Meetings, quest'anno dedicata alla Fisica.

La cornice è sempre quella di Lindau, cittadina della Baviera sulle coste del lago Costanza, che ogni anno dal 1951 ospita questa serie di incontri unici nel loro genere. 
Qui i ragazzi incontreranno 25 Premi Nobel con i quali trascorrerarnno un'intera settimana, insieme ad altri 500 giovani provenienti da tutte le parti del mondo.
Saranno a tu per tu con nomi come Paul Crutzen, lo scienziato che ha scoperto il ruolo dei Cfc nella distruzione della fascia di ozono dell'atmosfera, Harald zur Hausen, che ha individuato il Papilloma virus come causa del tumore dell'utero, Sir Harold Kroto, l'ideatore del Fullerene e grande divulgatore, Robert Laughlin, John Mather, Hartmut Michel, Mario Molina, Erwin Neher, Douglas Osheroff, William Phillips, Carlo Rubbia, l'ultimo italiano premiato per la Fisica, Brian Schmidt, Dan Shechtman, George Smoot, che ha spinto lo sguardo fino ai primi istanti dell'universo dopo il Big Bang, Martinus Veltman e Kurt Wüthrich.

In questa pagina trovate i loro racconti di quello che succede al Meeting.




Salva questo testoSegnala ad un amicoStampaTorna alla pagina precedente
Videoscienza Sito dell'Associazione culturale Videoscienza - Testata giornalistica online, registrazione al Tribunale di MIlano n. 775 del 30/12/2008
Via Tintoretto 8, 20145 Milano (MI), Tel. 02 4694439 info@videoscienza.it P.Iva 05998140965 Iscritta alla CCIAA di Milano, REA MI-1876458
VideoScienza - P.Iva 05998140965 Iscritta alla CCIAA di Milano, REA MI-1876458 - Ver. 1.0 - Copyright © 2014 VideoScienza - Privacy policy - Powered by Soluzione-web