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lunedì 30 gennaio 2012
Il ferro nell'adolescenza modifica il cervello
Le carenze di questo elemento contano per sempre

Se durante l’adolescenza vi sono carenze di ferro queste porteranno a variazioni della struttura cerebrale in età adulta. 
A dirlo sono i ricercatori della University of California, Los Angeles coordinati dal professor Paul Thompson. 

Gli studiosi hanno esaminato i livelli di transferrina in adolescenti sani. Si tratta di una proteina deputata al trasporto del ferro sia a livello cerebrale che nell’organismo intero. Quando nell’organismo c’è una carenza di ferro, il fegato produce più transferrina per aumentarne la diffusione.

Ed ecco la scoperta dei ricercatori americani: c’è una correlazione fra i livelli sierici di questo trasportatore e alterazioni importanti nella macro e microstruttura cerebrale in età adulta. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista PNAS.

Ma facciamo un passo indietro. Si sa che il ferro è un elemento estremamente importante, sia un eccesso che una sua deficienza possono avere un impatto negativo sulla funzionalità cerebrale. Per questa ragione, la regolazione del trasporto del ferro al cervello è di importanza cruciale.

I ricercatori hanno cercato di capire se la struttura cerebrale degli adulti potesse in qualche modo essere legata ai livelli di trasferrina. “Abbiamo scoperto che l’avere un sano circuito cerebrale in età adulta dipende dall’assunzione di ferro durante l’adolescenza e questa correlazione è più forte di quanto potessimo immaginare.” spiega Thompson. “Inoltre, abbiamo identificato il gene implicato in questa correlazione”, continua lo studioso.

Per valutare dimensioni e integrità del cervello il team guidato dal professor Thompson ha valutato gli esiti di risonanze magnetiche effettuate su 615 adulti di età media 23 anni.  Di questi, 574 sono stati osservati con un tipo di risonanza mangetica chiamata SCAN a diffusione che offre una visione delle connessioni di mielina, la guiana che riveste le fibre nervose. Questa tecnica consente inoltre di valutare la forza e integrità delle suddette connessioni. E il ferro torna a essere protagonista infatti esso gioca un ruolo importante nella produzione della mielina. Agli stessi soggetti, circa 10 anni prima, erano stati effettuati dei prelievi di sangue volti a rilevare i livelli ematici di transferrina.
Coloro che avevano elevati livelli di transferrina sierica in adolescenza presentavano cambiamenti nella struttura cerebrale in zone suscettibili a fenomeni di tipo neurodegenerativo. Inoltre ulteriori analisi su gemelli hanno portato a identificare un set di geni che influenzano la struttura cerebrale e i livelli di transferrina. Una specifica mutazione di un gene chiamato HFE  influenza i livelli plasmatici di transferrina ed è associata a una ridotta integrità delle fibre nervose.

“L’assunzione di ferro durante l’adolescenza gioca un ruolo importante. Se durante l’adolescenza, a livello cerebrale c’è una carenza di ferro, le riserve cerebrali di cui si ha bisogno in tarda età al fine di contrastare invecchiamento e Alzheimer vengono consumate” conclude Thompson.




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