Gli ultimi
studi sui batteri dell’intestino hanno rivelato che esisterebbe una relazione
tra i batteri stessi e l’assimilazione delle calorie. I microbioti, l’insieme
dei batteri, conosciuti meglio con il termine microflora intestinale, avrebbero
la capacità di farci assorbire in modo diverso le calorie che ingeriamo. Il
professor Lorenzo Morelli, preside della facoltà di Agraria dell'Università
Cattolica a Piacenza e membro del comitato scientifico della Fondazione Danone,
spiega come si è arrivati a questa conclusione. La maggior parte di questi
studi sono stati effettuati fino ad ora sugli animali, per i quali è chiaro che
i batteri risultano essere un fattore ambientale in grado di controllare
l’immagazzinamento del grasso all’interno dell’organismo. Le ricerche hanno
evidenziato infatti che due animali con microbioti diversi assorbivano le
calorie in maniera diversa. Sugli uomini si è ancora allo stadio iniziale, ma
già si è visto che su soggetti molto obesi i batteri dell’intestino reagiscono
se viene condotta una dieta ipocalorica.
Lo studio sulla relazione tra microbioti
e obesità si sta spingendo anche nella direzione di individuare i microbiomi, ossia
l’insieme dei cromosomi dei batteri dell’intestino. Individuare i geni dei
microbioti ha permesso di suddividere tutto il genere umano in tre enterotipi
diversi. E questo potrebbe permettere di costruire delle vere e proprie diete
“personalizzate” a seconda del ceppo di geni di riferimento
Uno studio imponente, questo
sulla flora intestinale, perché i batteri presenti nell’intestino si calcola
siano milioni di milioni. E che ha dimostrato come la maggior parte di essi sono
importanti al benessere della persona, non solo per combattere l’obesità, ma
anche nello sviluppo del sistema immunitario. Esisterebbe addirittura una
relazione tra i batteri e gli stati psicologici delle persone.
Pierpaolo Rizzo