A guidare il team ci sarà uno scienziato italiano, Paolo Muraro che dal 2006 vive e lavora presso L’Imperial College di Londra.
Si tratta di uno studio in doppio cieco in cui i pazienti riceveranno iniezioni di staminali prelevate dal loro stesso midollo osseo, opportunamente trattate. La speranza è che questi elementi cellulari possano raggiungere e curare le zone del sistema nervoso danneggiate.
Per la prima volta si testa l’efficacia terapeutica di queste cellule per la sclerosi multipla. In precedenza, tre trial clinici ne avevano dimostrato la sicurezza. Inoltre trattandosi di cellule staminali prelevate dal midollo osseo del paziente stesso, ovvero autologhe, non vi sono problemi di natura etica.
Il trial condotto dal professor Muraro sarà condotto a livello internazionale con 200 pazienti arruolatì fra Inghilterra, Scozia, Stati Uniti, Canada e anche Italia.
«Le cellule staminali – dice l’esperto – hanno un grande potenziale contro la sclerosi. L’effetto che stiamo cercando di ottenere è quello di ridurre le recidive, fermare la progressione della disfunzione neurologica e ridurre la disabilità dei malati. Questa è la prima volta che ricercatori di tutto il mondo collaborano per testare una terapia con cellule staminali in un trial su larga scala».
Chiara Finotti