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venerdì 8 aprile 2011
Adolescenti attenti al fumo
Il fumo nemico del nostro cervello

Che il fumo faccia male ai nostri polmoni è cosa nota. Da Londra arriva la notizia che non fa male solo ai polmoni ma anche al cervello. Ricercatori londinesi e statunitensi hanno osservato ciò che accade a livello cerebrale negli adolescenti fumatori e i risultati sono abbastanza preoccupanti. La rivista  Neuropsychopharmacology li ha pubblicati in questi giorni.

In passato numerosi studi avevano correlato il fumo di sigaretta a deficit dell’attenzione e della memoria riscontrati negli adulti. Ora i ricercatori dello UCLA di Londra hanno analizzato la funzionalità di una particolare area del cervello, la corteccia prefrontale, in adolescenti fumatori paragonandola a quella rilevata nei coetanei non fumatori.  Si tratta dell’area cerebrale che regola la capacità di prendere decisioni. Area in continuo sviluppo dal punto di vista funzionale e strutturale durante l'adolescenza.

Gli studiosi hanno scoperto una sorprendente correlazione: maggiore è la dipendenza alla nicotina e minore è l'attività cerebrale nell'area presa in esame.  In altre parole, negli adolescenti,  il fumo può influenzare la funzionalità della corteccia prefrontale.

Lo studio ha coinvolto 25 fumatori e 25 non fumatori, fra i 15 e i 21 anni. I soggetti sono stati sottoposti a un test chiamato Stop Signal Task. Si tratta di un test finalizzato a valutare la capacità dell’individuo di inibire un'azione. I ragazzi dovevano premere un pulsante non appena vedevano una lampadina accendersi ma non dovevano farlo se sentivano un suono. Durante il test l’attività cerebrale dei soggetti veniva monitorata tramite la risonanza magnetica funzionale per immagini (fMRI). Grazie a questa metodica, i ricercatori hanno cercato di capire quali aree del cervello venivano attivate durante il test e con quale intensità.

Prima di sottoporre gli adolescenti allo Stop Signal Task i ricercatori hanno misurato il livello di dipendenza dalla nicotina nel gruppo dei fumatori. Questo parametro è stato valutato considerando i seguenti fattori:  il numero di sigarette consumate in un giorno e l’intervallo di tempo trascorso fra il risveglio mattutino e la prima sigaretta. Ecco i risultati: nei fumatori più alto era il livello di dipendenza dalla nicotina e minore era l’attività cerebrale nella corteccia prefrontale.

“Sorprendentemente, nonostante la bassa attività cerebrale in questa area, riscontrata nei fumatori,  i risultati dello Stop Signal Test erano identici nei due gruppi. Questo suggerisce che la capacità motoria di risposta a uno stimolo nei fumatori può essere mantenuta grazie a una sorta di attività compensatoria messa in atto dalle altre aree cerebrali che vengono “in aiuto” alla corteccia prefrontale” spiega il Professor Edythe London, autore dello studio.

“I risultati del nostro studio fanno emergere un aspetto importante da non sottovalutare:  poiché la corteccia prefrontale continua a svilupparsi durante l'adolescenza, il fumo, influenzando la funzionalità di quest'area, può andare a incidere sullo sviluppo cerebrale” conclude lo studioso.

Chiara Finotti
http://www.sciencedaily.com/releases/2011/03/110302152820.htm



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