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martedì 5 aprile 2011
Il via a una sperimentazione sulla SLA
Nuove speranze per i malati di SLA

Nuove speranze per i malati di SLA.

Nei giorni scorsi, l’Istituto Superiore di Sanità ha approvato l’avvio di una sperimentazione volta a testare l’efficacia di una nuova terapia. Fra due, tre mesi inizieranno le prime iniezioni di cellule staminali cerebrali in pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica.

La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una patologia neurodegenerativa che colpisce in maniera selettiva i neuroni deputati al movimento ovvero i motoneuroni. 
Che cosa accade nell’individuo che ne è colpito? Il paziente affetto da SLA perde progressivamente i motoneuroni centrali e periferici, con un decorso del tutto imprevedibile. Ciò significa che progressivamente perde la normale capacità di deglutire, di parlare, di controllare i muscoli scheletrici andando incontro a una paralisi che,in ultima istanza, colpendo i muscoli respiratori, provoca la morte. LA SLA non va a compromettere le funzioni cognitive.

Il progetto sarà coordinato da Angelo Vescovi, che dirige la banca delle staminali dell'ospedale di Terni che fornirà le cellule ed è il direttore scientifico dell'Ospedale di Padre Pio di San Giovanni Rotondo.

Saranno coinvolti 10-12 pazienti. Nel loro midollo spinale verranno trapiantate, per un numero di volte compreso fra 10 e 15, cellule staminali cerebrali prelevate da feti abortiti spontaneamente e coltivate presso i laboratori dell’ospedale di Terni. 

"Noi speriamo che questo possa rallentare, o nel caso più favorevole bloccare la malattia - spiega Vescovi - il trial è di fase 1, quindi teso a verificare l'eventuale tossicità delle cellule, ma comunque entro un anno dai trapianti avremo anche i primi risultati sull'efficacia". 

I risultati ottenuti nel corso degli esperimenti effettuati sul modello animale sono promettenti. Questo tipo di sperimentazione, che coinvolge malati di SLA è unico in Europa e fra i pochi al mondo.

Il progetto però non si ferma solo alla Sla: "Ora i pazienti hanno una speranza che prima non avevano - sottolinea Vescovi - ma se la sperimentazione dovesse andar bene potrebbe fare da modello anche per le altre malattie degenerative, come la sclerosi multipla o l'Alzheimer. Noi stiamo già preparando delle nuove richieste per altre sperimentazioni in questo senso".

Prevedendo l’utilizzo di cellule staminali cerebrali e non embrionali, lo studio clinico ha avuto l’approvazione anche delle autorità ecclesiastiche.

Chiara Finotti



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