Il surriscaldamento globale, strettamente legato all’aumento
della CO2 , è un fenomeno generalizzato ma vi sono alcune zone in
cui agisce maggiormente, come le zone polari. Le previsioni, realizzate con i
dati a disposizione, della situazione nel
2090 indicano un aumento fino a 12°C rispetto a oggi nelle zone artiche e in
Antartide e il conseguente scioglimento di 30 milioni di km3 di
ghiaccio dell’Antartide occidentale, equivalenti a 70 m in più nel livello del
mare. Allo stesso modo è previsto un aumento della superficie di fusione dei
ghiacci in Groenlandia, il cui scioglimento previsto alzerebbe il livello del
mare di 6 metri.


Dal 1902 al 2001, il ghiacciaio
Jakobshawn si è ritirato di quasi 15 km; dal 2001 al 2006 di altri 15 km: il
ritiro degli ultimi anni è maggiore di quello accumulato del corso di un
secolo.
Anche i ghiacciai
del Rodano e del Palù (in Val Malenco) sono scomparsi in pochi decenni a causa
del surriscaldamento globale.


Infine, un altro
fattore legato all’aumento della temperatura globale è il comportamento delle
precipitazioni: quest’ultime sono in aumento nel nord Europa, stabili con alti
e bassi costanti nella zona Mediterranea e in calo nella zona sub-sahariana
I dati che permettono di compiere indagini climatiche, spiega
il professor Maggi, sono in gran parte
ricavati dai carotaggi effettuati nei ghiacciai, che
permettono agli scienziati di studiare
le differenze climatiche tra le epoche passate e i giorni nostri. Questi carotaggi sono attuati solamente in Groenlandia o in Antartide, dove il ghiaccio si
deposita incontaminato sugli strati già presenti sul terreno e, senza
sciogliersi grazie alla rigida temperatura, conserva dentro di sé tutte le informazioni
sul clima del momento in cui è caduto. Per questi motivi, attraverso il
prelievo di queste lunghe sezioni di ghiaccio, è possibile studiare i valori di
metano e anidride carbonica presenti alla caduta del cristallo di neve e
tornare indietro anche di 800.000 anni (equivalenti a 3,3 km di profondità del ghiaccio)
nell’analisi del clima.
L’Antartide, luogo i
cui Maggi e una équipe di scienziati italiani hanno condotto
tali indagini, è l’ultimo continente ad essere stato scoperto e capito; è
grande una volta e mezzo l’Europa ed è il luogo più freddo del pianeta in
quanto è protetto da un’enorme barriera termica, la massa d’acqua oceanica, e
si trova in posizione polare. Le uniche forme di vita presenti in Antartide
sono rappresentate dai pinguini, il krill, alcuni pesci capaci di sopravvivere
solo perché non possiedono l’emoglobina, che ghiaccerebbe, ed infine,
nell’entroterra, alcune specie di acari e di licheni. Recarvisi non è facile, è
necessario arrivare in Nuova Zelanda con l’aereo di linea, prendere un aereo
più piccolo per arrivare alla propria base sui ghiacci (il ghiaccio per
sostenere l’atterraggio di un aereo devo essere spesso almeno un metro e mezzo)
e, nel frattempo, fare arrivare una nave con tutti i materiali necessari alla
spedizione. Sul posto, l’organizzazione deve essere impeccabile e
un’équipe completa di tecnici deve sempre essere a disposizione; i trasporti di
tonnellate di materiale all’interno del continente vengono attuati solo con i
trattori alla scomoda velocità di 10 km/h.L’Antartide è un continente particolare, perché non appartiene a nessuno
Stato ed è un territorio internazionale. Ma le decisioni sul suo destino sono
prese solo dagli Stati che vi realizzano un’attività scientifica che duri tutto
l’anno e non solo nella stagione estiva. Così l’Italia ha diritto di voto solo
dal 1999.
Eugenio Guandalini
Francesco Spadotto
Marco Porta
(IV S, liceo scientifico Majorana, Rho)