Perché ci sono così tanti disoccupati? Lo studio dei tre vincitori del Nobel 2010 per l'economia sull'equilibrio dei mercati
Chiunque abbia affrontato in qualche modo lo studio dell'economia si è imbattuto nella legge della domanda e dell'offerta, quella che porterebbe i mercati in equilibrio là dove chi vende e chi compra si incontrano con reciproca soddisfazione.
Chiunque, dopo aver studiato questa lezione, abbia guardato al mondo reale sa che le cose non vanno esattamente così. E infatti gli economisti si interrogano da sempre sulle ragioni che rendono poco efficienti i mercati e non fanno incontrare domanda e offerta come dice la teoria, lasciando merci invendute, prezzi troppo alti, persone affamate.
I tre economisti che si sono aggiudicati il Nobel per il 2010 hanno lavorato allo studio del mancato equilibrio tra domanda e offerta in un mercato particolarmente importante: quello del lavoro. "Perchè ci sono così tanti disoccupati e allo stesso tempo tante imprese
che cercano lavoratori? Come possono le politiche economiche avere un
impatto sul livello dell’occupazione? I vincitori di quest’anno hanno
sviluppato una teoria che può essere usata per rispondere a queste
domande. E che può essere usata per altri mercati", così recita la motivazione del premio.
I tre sono Peter A. Diamond, 70 anni, nato a New York e professore al
prestigioso MIT, l'Istituto delle tecnologioe del Massachusetts; Dale T
Mortensen, 71 anni, enato a Enterprise (Usa), docente alla
Northwestern University dell' Illinois, e Christopher A.
Pissarides, 62 anni, nato a Cipro, e approdato alla London
School of Economics.
Il Mit oltre ad essere una università prestigiosa, è anche una efficiente macchina per propagandare se stesso: questa è la pagina che celebra Diamond e che racconta che cosa ha fatto in tutti questi anni
e qui c'è una sua conferenza organizzata al Mit subito dopo l'annuncio del Nobel: 4 minuti di complimenti della presidente dell'Università, uno di ringraziamenti da parte di Diamond e poidomande da parte di colleghi e giornalisti.