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sabato 6 marzo 2010
Chi ha paura della patata?
Dopo l'autorizzazione alla coltivazione del tubero Ogm Amflora

La decisione dell’Unione europea di consentire la produzione di una patata Ogm nel nostro continente ha riaperto il dibattito.

In questi anni abbiamo più volte intervistato scienziati sul tema della manipolazione genetica delle piante e nel video linkato qui sotto abbiamo raccolto una sintesi di queste opinioni.

Ma ci sono alcune cose che è meglio sapere prima di affrontare una discussione.

Primo:  non sarà la prima volta che in Europa si coltiveranno Ogm. Per dieci anni, dal 1998 al 2008, è stata consentita la coltivazione di mais Bt della Monsanto.

Secondo: ancora oggi in Europa 94.750 ettari sono coltivati a Ogm, soprattutto in Spagna. Certo, non grandi territori se si pensa che negli Stati Uniti si parla di 64 milioni ettari (primo posto nel mondo), e in generale le coltivazioni Ogm occupano 134 milioni di ettari sulla Terra.

Terzo: in Italia gli Ogm in campo aperto fino ad oggi sono stati vietati e potrebbero continuare ad esserlo, visto che l’Unione europea sembra intenzionata a concedere agli stati il diritto di scegliere. In Italia la ricerca sugli Ogm avviene sono in laboratorio o in piccole serre.

Quarto: la decisione della Ue consente anche di importare e lavorare tre tipi di Ogm, tutti mais.

Quinto: gli Ogm sono già entrati nella nostra catena alimentare attraverso i mangimi animali e attraverso prodotti come la lecitina di soia, presente in molti prodotti alimentari e prodotta perlopiù con mais transgenico. Possono farci male? Giorgio Poli, preside della facoltà di Veterinaria all’Università statale di Milano ha spiegato così al Il Sole 24 Ore di giovedì 4 marzo 2010: “In realtà quando parliamo di derivati Ogm come ad esempio la lecitina, il latte o l’olio di soia non serve scriverlo in etichetta perché il Dna modificato originario non è più rintracciabile, in quanto demolito dai succhi gastrici e dagli enzimi. Non esiste infatti alcun patrimonio genetico, modificato o meno, che possa resistere più di qualche secondo al pH dello stomaco e ai succhi enterici. Non solo, una cellula di mela o una fibra muscolare di una bistecca contengono 30.000 geni. Con un morso ne ingeriamo milioni di miliardi, pensaimo a un pasto completo… In altre parole, quotidianamente ingeriamo miliardi di miliardi di geni. E’ un assurdo biologico pensare che quel singolo gene modificato sia l’unico a sopravvivere al processo digestivo, l’unico a essere acquisito e, in qualche modo, a manifestarsi”.

 

Le nostre video interviste agli scienziati sugli Ogm (compresa quella al professor Buiatti, molto critico) le trovate in questa pagina.

Qui invece trovare un video di Anna Meldolesi, biologa e giornalista scientifica, per il canale YouTube della Treccani.

Il canale di notizie europee Euronews ha realizzato un video molto chiaro di spiegazione della decisione della Ue che potete vedere in questa pagina, mentre qui trovate un testo che mette a confronto le posizioni di ambientalisti e produttori di Ogm (che, tra parentesi, mi pare molto più corretto di mettere a confronto scienziati e ambientalisti, che si confrontano su piani assai diversi).

Infine, se volete un’opinione critica, ma non ideologica, ecco quella di Altroconsumo.


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