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giovedì 4 marzo 2010
Se un'azione non ha senso le donne lo capiscono prima
Gli ultimi studi sui "neuroni specchio"

Le donne mostrano una maggiore suscettibilità di fronte ad azioni prive di senso rispetto agli uomini. A metterlo in evidenza sono i risultati di uno studio frutto della sinergia fra CNR e Università Milano Bicocca e pubblicato nelle scorse settimane sulle pagine della rivista Neuropsychologia.
Il gruppo di ricerca guidato da Alice Mado Proverbio dell’Università di Milano-Bicocca insieme a Federica Riva e Alberto Zani dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (Ibfm) del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano, ha registrato i potenziali bioelettrici cerebrali negli esseri umani alla ricerca dei ‘neuroni specchio', scoperti per la prima volta attorno alla metà degli anni '90 nei macachi.

La scoperta dei neuroni specchio consente di spiegare, da un punto di vista fisiologico, la nostra capacità di comprendere le azioni degli altri. Infatti, quando osserviamo un nostro simile compiere una certa azione, si attivano, nel nostro cervello, gli stessi circuiti neuronali che vengono stimolati quando siamo noi a compiere quella stessa azione. In altre parole, nel nostro cervello si attivano circuiti nervosi che richiamano analoghe azioni compiute da noi in passato.

Come spiega Alice Mado Proverbio, «che azioni dotate di scopo, come raccogliere un frutto per mangiarlo, attivano il sistema fronto-parietale di ‘neuroni specchio’ in misura maggiore di azioni non finalizzate o con meno senso come, per esempio, raggiungere un frutto senza raccoglierlo, oppure raccoglierlo per poi gettarlo via». Insomma, sembra che esistano popolazioni di neuroni «coinvolte sia nell’osservazione delle azioni finalizzate compiute da altri, sia nell’imitazione, nell’immedesimazione e nell’apprendimento».

Lo studio è stato realizzato prendendo in esame 23 studenti universitari, sia maschi che femmine, la cui attività cerebrale è stata registrata in seguito alla evocazione di potenziali d'azione. I potenziali d'azione sono segnali che corrono lungo le fibre nervose in risposta agli stimoli (per esempio uno stimolo elettrico) e servono a comunicare anche con gli organi esterni al sistema nervoso. Ai partecipanti allo studio sono state mostrate più di 100 immagini che ritraggono persone nell'atto di compiere "azioni normali" (fare un bagno, scrivere una ricetta, brindare…) mettendole a confronto con altre che mostrano azioni prive di scopo o dalla finalità incomprensibile (stare in piedi su una gamba sola nel deserto, succhiare da una cannuccia posta nella coppa dell’olio di un’automobile, aprire un uovo alla coque con l’accetta etc.).

Nella popolazione femminile è stata osservata un'elaborazione delle immagini più rapida rispetto a quella rilevata nella popolazione maschile: le donne dopo appena 170-200 millesimi di secondo erano in grado di distinguere le azioni dotate di scopo da quelle assolutamente prive di una sensata finalità.
Inoltre, le reazioni delle donne avevano una connotazione affettiva più marcata rispetto a quella degli uomini in cui, a prevalere, era sicuramente la componente più razionale.

I risultati sembrano dunque «suggerire una maggiore suscettibilità femminile alle azioni incongruenti», conclude Mado Proverbio «e forniscono nuove prove dell’esistenza dei ‘neuroni specchio’ anche negli esseri umani (oltre che nei primati), e del loro ruolo nei comportamentali sociali complessi di imitazione, apprendimento e valutazione dell’appropriatezza».

Chiara Finotti




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