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martedì 2 marzo 2010
Il terremoto del Cile ha accorciato il giorno
E l'asse terrestre si sarebbe spostato di circa 8 centimetri

Il terremoto di magnitudo 8,8 della scala Richter, che alle 3,34 (le 7,34 in Italia) del 27 febbraio ha devastato il Cile, avrebbe “accorciato” il giorno terrestre. È l’ipotesi avanzata da Richard Gross, ricercatore dei Jet Propulsion Laboratory della Nasa, che ha studiato le conseguenze del sisma per il nostro pianeta. Utilizzando un complesso modello matematico, l’equipe di Gross ha calcolato la riduzione della velocità di rotazione terrestre che avrebbe ristretto “il giorno”  di 1,26 milionesimi di secondo. Ma le conseguenze maggiori sono per il cosiddetto “asse terrestre teorico”, quello cioè corrispondente al bilanciamento della massa della Terra e non all’asse Polo Nord - Polo Sud (è spostato di circa 10 metri), che risulterebbe essersi spostato di circa 8 centimetri.
La stessa equipe aveva calcolato le conseguenze sul nostro pianeta di un altro devastante terremoto, quello che colpì Sumatra il 26 dicembre 2004 che, seppure più violento (9,1 gradi della scala Richter) ebbe conseguenze ridotte. Secondo i Jpl, infatti, il giorno terrestre avrebbe perso 6,8 milionesimi di secondo ma l’asse terrestre si sarebbe spostato di soli 7 centimetri. Secondo Gross, una delle ragioni che spiegherebbero la differenza sta nelle differenti latitudni dell’epicentro dei due terremoti.
Francesco Gironi

Nell'immagine sopra
l’area in beige rappresenta la proiezione in superficie della faglia attivata con il terremoto del 27 febbraio 2010. L’epicentro di questo evento è circa al centro di questa area, indicando una propagazione bilaterale della rottura sul piano di faglia. Verso sud, la faglia del 2010 arriva a lambire quella attivata con il fortissimo terremoto del 1960 (Mw=9.5), mentre a nord (intorno alla capitale) si sono avuti in passato terremoti di M di poco superiore a 8 (fonte: U.S. Geological Survey). Probabilmente l’”antenato” di questo terremoto è un evento del 1838. Nei 172 anni trascorsi da allora, sulla faglia si sono accumulati circa 10-15 metri di spostamento (al tasso di 6-8 cm/anno). Di questi, una parte significativa si è rilasciata con l’evento del 27 febbraio. (Fonte: Ingv)



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