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lunedì 1 marzo 2010 Dai fulmini l'antimateria Uno studio rivela che durante i temporali si creano antiparticelle
Se pensate ancora che l'antimateria sia una cosa esotica, che esiste chissà dove, è ora di ricredervi. Uno studio statunitense rivela che particelle di antimateria si creerebbero naturalmente nella nostra atmosfera durante i temporali.
La scoperta, firmata da Michael Briggs, astrofisico all'Università dell'Alabama, è arrivata quasi per caso. Briggs si è incuriosito scoprendo che il telescopio spaziale Fermi registrava lampi di raggi gamma quando era puntato verso il nostro pianeta, sempre associati a temporali. Analizzando queste emissioni, Briggs ha scoperto che avevano un picco di 511 kiloelettronvolt, l'energia prodotta da quel fenomeno tipico dell'antimateria: l'annichilimento di una particella con la sua corrispondente antiparticella, in questo caso di un elettrone con un positrone. Le antiparticelle, infatti, hanno caratteristiche uguali a quelle delle particelle di materia, ma carica elettrica opposta. Così un elettrone ha carica negativa e un positrone positiva. Ma tutte e due, se si incontrano, sopravvivono pochissimo e annichiliscono.
Perché, dopo il Big Bang, la materia abbia preso il sopravvento sull'antimateria dando origine all'universo che conosciamo è uno dei grandi misteri della fisica.

   
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