Niente Darwin Day quest’anno per i milanesi. Come dire che uno degli appuntamenti più prestigiosi a livello scientifico della città svanisce nel nulla. Speriamo che sia solo per un anno, ma c’è poco da fidarsi. Il Darwin Day al Museo di storia naturale è molto di più di un festival scientifico: è un momento di incontro, un appuntamento che invita tutti a partecipare e a riflettere, ad ascoltare gli scienziati e a discutere, a incontrarsi e a parlare.
Lo abbiamo già scritto: il bello del Darwin Day milanese non è solo che puoi incontrare molti dei migliori scienziati del mondo, non è solo che puoi aggiornarti e imnparare un sacco di cose, ma anche che puoi farlo nel clima sereno e familiare del Museo, come a un incontro familiare. In questi anni ci sono passati davvero in tanti. Grazie al lavoro di Telmo Pievani, di Ilaria Guaraldi (a proposito: il Comune le ha dato l'Ambrogino d'oro, ma a che serve se poi butta via il suo lavoro?) e di moltissime persone insieme con loro a Milano si era creato un punto di riferimento vero, aperto a tutti e non solo a chi di scienza si occupa quotidianamente o per lavoro.
E chissà che non sia stata proprio questa mancanza di pomposità e di parrucche e parrucconi che alla fine ha danneggiato la manifestazione. Niente politici, niente ricchi sponsor, niente attività imprenditoriale: forse la scienza così non si può fare, non piace a chi decide, non piace a chi cerca consenso.
Chi segue Videoscienza sa quanto abbiamo lavorato con il Darwin Day e anzi promettiamo di rimettere ordine in tutto il materiale che abbiamo realizzato e che popola il nostro sito per riproporvelo ancora.
Per fortuna che il sito Scienza in Rete ha pensato di lanciare un appello che invitiamo tutti a firmare. Per fortuna che di quello che sta succedendo si è accorto anche il Corriere della Sera e Armando Torno ha pubblicato un articolo che è quasi un editoriale sulla prima pagina dell’edizione milanese: siccome in rete non c’è ve lo proponiamo qui come jpg perché possiate farlo girare.
Ah, ovviamente il Darwin Day esiste ancora, altrove. Grazie a Istituzioni come la Città della scienza di Napoli, o ad associazioni come l’Uaar, l’Unione degli atei, agnostici e razionalisti, si organizzano ancora molte cose interessanti. Ve le segnaliamo in un’altra pagina.