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giovedì 19 novembre 2009
Il segreto delle talpe immuni al cancro
Una ricerca svela perché certi roditori non si ammalano di tumore

Meglio essere talpe senza pelo che topi. Le talpe senza pelo sono roditori non particolarmente avvenenti, ma dotati di una caratteristica molto invidiata: non si ammalano mai di tumore. Ricercatori dell'università di Rochester a New York hanno scoperto il loro segreto: è come se in questi animali vi fosse un interruttore che interrompe la divisione cellulare quando le cellule sono troppo vicine tra loro. Quando, cioè, la densità cellulare è eccessiva, come accade nelle formazioni tumorali. A dirlo è uno studio pubblicato nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas).

“Questa è davvero una grande scoperta” dice il biochimico e ricercatore Asish Chaudhuri della Texas University in San Antonio, non coinvolto nello studio. “Se si riuscisse a identificare un meccanismo simile nell'uomo, sarebbe forse possibile rallentare il processo di invecchiamento e bloccare un tumore ai suoi primi esordi”.

Le talpe senza pelo sono in effetti anche molto longeve. La loro vita è di 28 anni più lunga rispetto a quella di altri roditori e in più, come detto, in loro non si è mai rilevata l'insorgenza spontanea di tumore. La spiegazione biologica di questa eccezionale resistenza al cancro ha sempre destato l'interesse degli studiosi.

“E' sempre stato un grande mistero per noi “ afferma la biologa molecolare Vera Gorbunova che ha condotto lo studio, “noi abbiamo sempre pensato che in queste talpe ci fosse un meccanismo in grado di prevenire lo svilupparsi del tumore ma prima di oggi non avevamo idea di cosa potesse essere”.

Per paragonare le cellule di talpa senza pelo a quelle di topo, solitamente utilizzate negli esperimenti di cancerogenesi, Vera Gurbonova e i suoi colleghi hanno fatto crescere in laboratorio colture di cellule prelevate da questi roditori. E hanno osservato un comportamento particolare: se messe in coltura secondo le normali regole in vigore, queste cellule non crescono. Per far sì che esse crescano normalmente devono essere “piastrate” in numero esiguo.  Insomma, i ricercatori hanno capito che la capacità di crescere in vitro di queste cellule è strettamente correlata alla densità cellulare.

Inoltre, piastrando cellule della pelle e dei polmoni di questi roditori si ottengono colture cellulari con una densità tre volte più bassa rispetto a quelle che si ottengono facendo crescere in vitro cellule di topo.
“Pensiamo che questo potrebbe essere il meccanismo che in esse rende impossibile la formazione di un tumore” aggiunge la Gorbunova.

Nelle colture di cellule di topo la densità cellulare è regolata da un meccanismo chiamato “inibizione da contatto”. È come se le cellule, quando sono molto vicine, tanto da toccarsi reciprocamente, comunicassero fra loro e mandassero dei segnali finalizzati a bloccare la divisione cellulare.

Più nel dettaglio, all'aumentare del contatto fra le cellule aumentano i livelli di un fattore chiamato p27 il cui accumulo determina il blocco della divisione cellulare. Esiste un altro attore importante nella regolazione del ciclo cellulare, detto p16, che però sembra avere un ruolo minore rispetto a p27. I ricercatori hanno scoperto che p16 fa nelle cellule di talpa senza pelo quello che p27 fa nei topi, ma a una densità cellulare inferiore. Esso pone un freno alla proliferazione cellulare prima rispetto a quando avverrebbe per il fenomeno dell'inibizione da contatto osservata nelle cellule di topo, quando le cellule sono abbastanza vicine fra loro ma non troppo. È come se p16 regolasse un processo di “inibizione da contatto anticipata”. A conferma di ciò vi è il comportamento di una linea cellulare staminale mutata di talpa senza pelo in cui p16 è inattivata. Queste cellule hanno un comportamento simile a quello delle cellule di topo quando la densità cellulare è molto elevata:  aumentano i livelli di p27 fino a determinare il blocco della divisione cellulare.

Questo dimostra che le cellule di talpa nuda hanno due livelli di regolazione della crescita sia l'inibizione da contatto regolare sia quella anticipata. Il livello addizionale di regolazione potrebbe essere alla base della sorprendente resistenza ai tumori manifestata da questi roditori durante la loro intera esistenza. “le talpe nude potrebbero avere numerosi meccanismi di resistenza al tumore che gli uomini non hanno” aggiunge Gorbunova.

“I modelli animali di topo sono estremamente utili per studiare le terapie contro il cancro “ha concluso la studiosa ”ma se vogliamo capire come prevenire il cancro, forse avremmo bisogno di studiare modelli più resistenti rispetto a questo.”

Chiara Finotti



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