La patata, ricorda Robin Buell, della Michigan State University, biologo che ha partecipato alla ricerca, ha un ruolo centrale nell'alimentazione di 6,3 miliardi di persone, che è un po' come dire quasi tutta l'umanità. Partita dal Sud America, approdata in Europa nel sedicesimo secolo, la patata è arrivata in tutti i continenti (ad eccezione dell'Antartide).

Ci sono voluti tre anni, dal 2006, per raggiungere il risultato. In sintesi: 12 cromosomi e 840 milioni di basi, circa un quarto della dimensione del genoma umano. Per la verità c'è ancora un 5% circa delle lettere che non è stato messo in ordine. L'Italia non c'è tra i Paesi che hanno collaborato e che sono, in ordine alfabetico, Argentina, Cile, Cina, Gran Bretagna, India, Irlanda, Olanda, Nuova Zelanda, Perù, Polonia, Russia e Stati Uniti.

Letto il genoma, parte la caccia al miglioramento genetico della patata: come nel caso del riso, si tenterà di creare varietà che siano in grado di resistere a insetti, parassiti e infezioni o di crescere in condizioni climatiche meno favorevoli o di garantire una resa maggiore.
Il Dipartimento per l'agricoltura degli Stati Uniti, per esempio, ha ggià messo a punto un programma da 5,4 milioni di dollari.

(photo: Creative Commons / Matti Paavonen)